COMPRARE CASA QUANDO SI È CONVIVENTI (E NON SPOSATI): COSA SAPERE


 


I dati Istat segnalano nel 2019 un forte calo di matrimoni e unioni civili.

Nel 2019 sono stati celebrati in Italia 184.088 matrimoni, 11.690 in meno rispetto all’anno precedente (-6,0%). L’istituto statistico nazionale segnala anche un continuo aumento delle convivenze, le libere unioni che sono più che quadruplicate dal 1998-1999 al 2018-2019, passando da circa 340 mila a 1 milione 370 mila.

Ma come funzionano le convivenze? Comprare casa, da conviventi, conviene? Come fare?

Le regole della convivenza: è registrata o non registrata?

La convivenza, rispetto al matrimonio o alla unione civile, garantisce una maggior libertà tra i componenti della coppia. Di fatto, non sussistono vincoli giuridici tra i conviventi.

Nel diritto di famiglia, la convivenza è una relazione stabile tra due soggetti maggiorenni che vivono nella stessa dimora, legati da un rapporto di coppia e volti all’assistenza morale e materiale.

È possibile formalizzare davanti alla legge una convivenza di fatto effettuando una dichiarazione all’ufficio anagrafe del Comune di residenza. I due conviventi dovranno dichiarare di costituire una coppia di fatto e di coabitare nella stessa casa.

Per essere una coppia convivente occorre essere maggiorenni e non essere uniti ad altri da un vincolo matrimoniale o da un’unione civile.

Cosa è la comunione legale

Le coppie sposate o unite civilmente, nell’ambito del regime patrimoniale possono scegliere la comunione dei beni o la separazione dei beni. La comunione legale è il regime patrimoniale della famiglia in virtù della quale i beni acquistati (compresa la casa) durante il matrimonio sono comuni a entrambi i coniugi, anche se è intervenuto solo uno dei due all’atto di acquisto.

Invece, nella scelta di una convivenza non vi è la possibilità della comunione o separazione dei beni. Tuttavia, se i conviventi lo ritengono opportuno, possono acquistare uno o più beni insieme, stabilendo le quote di proprietà di ciascuno.

Tutti gli aspetti, in ogni caso, possono essere definiti in virtù delle modifiche introdotte dalla Legge Cirinnà, attraverso una scrittura privata che si chiama contratto di convivenza.



Se la casa è intestata solo a uno dei due conviventi

La scelta è personale. La casa può essere cointestata sia da una coppia sposata o unita civilmente, sia da una coppia di conviventi.

La proprietà tuttavia può anche essere in capo ad uno solo, anche qualora vi fosse la cointestazione del mutuo. Ma è anche possibile cointestare la casa a entrambi ma intestare il mutuo ad uno solo dei comproprietari. Per intestare l’acquisto a entrambi i conviventi, i partner devono firmare insieme l’atto di compravendita.

Acquisto per conviventi: le agevolazioni

Diciamo subito che il fisco non fa differenza tra coppie, che siano sposate, uniti civilmente o conviventi. Le tasse non cambiano in base allo stato di famiglia.

Le agevolazioni e il bonus prima casa cambiano in base ai requisiti delle persone, ma non allo stato di famiglia.

Le soluzioni per l’acquisto di una casa da parte di conviventi non mancano. Tra le altre, vi sono due iniziative che permettono l’accesso ad un finanziamento agevolato: il Fondo Prima Casa ed il Plafond Casa. Entrambe le misure hanno come destinatari anche giovani coppie di conviventi, di cui almeno un membro non superi i 35 anni, con o senza figli.

Vantaggi e svantaggi per l’acquisto della casa

Comprare casa o attivare un mutuo senza essere sposati non comporta, di fatto, dei reali vantaggi.

L’acquisto di una casa, con cointestazione dell’immobile a entrambe le parti conviventi, determina una comunione al 50%, salvo diversa percentuale o altre formule stabilite dalle parti con contratto di convivenza.

Ciascuna quota può essere liberamente venduta dalle parti in qualsiasi momento. Inoltre, la comunione può essere sciolta in qualsiasi momento, anche per volontà di uno solo dei due proprietari. In assenza di consenso dell’altro, potrà ricorrere al giudice. Il tribunale verificherà se l’immobile può essere diviso in natura e, in caso contrario, se nessuno ne chiede l’aggiudicazione (dovendo poi liquidare all’altro il relativo controvalore), procederà alla vendita con divisione del ricavato.

L’unico svantaggio reale è relativo alla successione in caso di morte di uno dei due conviventi. Non resta che il testamento, l’unico strumento per non lasciare il partner privo di tutele.

Per tutto il resto, che siate sposati o conviventi, bisogna valutare tutte queste variabili, perché è solo e sempre una scelta di coppia.


[tratto da Immobiliare.it 06giugno 2022]

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